From the "dirty" blues of the 1920s and the pelvic thrusts of early Rock ’n’ Roll to the boundary-pushing lyrics of Prince, Madonna, and the pioneers of Hip-Hop, we trace how artists have used the language of desire to shatter social taboos and challenge censorship. Pop Porno isn’t just about the "explicit"—it’s about the subversive. We explore how transgressive lyrics served as a battlefield for civil rights, feminist liberation, and queer identity. If a song was banned, burned, or boycotted, you’ll find its story here. Enter at your own risk. The history of music has never sounded this dangerous. In the new section "Synthetic Frontier of POP PORNO" we analyze the terminal mutation of the architecture of desire. Pop Porn is no longer a border subculture, but the ontological paradigm of all existence. The Synthetic Frontier represents the point of singularity where biological instinct is encoded, processed, and rendered in the form of an algorithmic simulacrum.

BACKLASH From Dirty Blues to Porno Rap





All you gals better get out and walk   

Because I’m gonna start my dirty talk 


Jelly Roll Morton, "The Dirty Dozen" (1938)   


Come on baby, let's have some fun  

Just put your hot dog in my bun


Lil Johnson, "Press My Button (Ring My Bell)" (1938)



SEASON 1

EPISODE 1

GENERE: Musicale, Storico


PARENTAL ADVISORY EXPLICIT CONTENT






Tu sei cattivo con me
Perché ti svegli alle tre
Per guardare quei film un po' porno

Tu sei cattivo con me
Perché mi guardi come se
Io fossi un'attrice un po' porno

Porno, pop porno, pop porno
porno, porno,
Porno, Pop porno, Pop porno





Porn is everywhere. 

Il porno è ovunque. La globalizzazione dell'accessibilità e la normalizzazione del porno di massa hanno aumentato la domanda e l'aspettativa di materiale "raunchy".

Dopo il mainstreaming del porno è arrivato il mainstreaming dello stripping.

Lo strip club, il twerking, l'allusione sessuale sono le caratteristiche fondamentali del Pop Porno degli anni Duemila, ovvero la degradazione pornografica della musica pop.

Britney Spears, Christina Aguilera, Lady Gaga, Ariana Grande, Shakira, Jennifer Lopez, Rihanna, Beyoncè, Nicki Minaj e altre ancora, senza dimenticare l'inossidabile Madonna.

Tutte queste donne, che si spacciano per femministe, che millantano di perseguire l' "empowerment" femminile, l'emancipazione della donna, in realtà fanno l'opposto, promuovono una ben precisa strategia di marketing decisa dall'industria discografica in collusione con quella pornografica.



La serie "Pop Porno A Dirty History of Music" traccerà una nuova storia della sessualità indagando su come questa è stata rappresentata nel corso del tempo nell'ambito della musica popolare.

copyright 2020 (©) Alessio Mannucci





Il "Lindy Hop", ballo di coppia acrobatico, precursore della danza rock'n'roll, dà sfogo alla libertà dei danzatori di improvvisare all'interno della struttura dello "swingout" - il passo di danza principale - con vari gradi e tipi di "bounce" ("rimbalzo"), caratteristica, quella dell'improvvisazione, identitaria delle forme di danza vernacolari afroamericane.




Quella straordinaria, inebriante, maniacale fusione di musica e danza, che ha plasmato l'estetica della cultura e della tradizione afroamericana, poi confluita nel rhythm'n'blues, giungendo, tra le onde dei cicli e ricicli storici, fino ai nostri giorni - basti pensare all' "hip hop" o all' "electro swing" - ha segnato in modo profondo e indelebile l'intera evoluzione - rivoluzione della cultura pop moderna.



SIGLA



Come on baby, let's have some fun 

Just put your hot dog in my bun 

And I'll have that thing 

That ting-a-ling 

Just press my button 

give my bell a ring



"Press My Button (Ring My Bell)", Lil Johnson (1938)







“I racconti e le canzoni ritornano sempre sugli stessi  temi, sulle ironie tragicomiche della vita di un popolo emarginato, a cui sono stati ingiustamente negati i frutti di un'economia che aveva contribuito a costruire. La risposta nera a questa beffarda ironia della sorte fu quella di creare il blues, la prima forma di canzone satirica in lingua inglese montata su cadenze che ora hanno sedotto il mondo”.
Alan Lomax


"These songs tell of every phase of immorality, vice and filth; they represent the superlative of the repugnant”. 
Howard Odum, Guy Johnson



Alle origini del Pop Porno vi è un fenomeno autentico, il "Dirty Blues", il "Blues Sporco", una particolare espressione della cultura nata in seno alla diaspora afro-americana.

Ovvero, tutte quelle forme di blues che trattavano argomenti osceni e socialmente tabù, facendo spesso riferimento ad atti sessuali e al consumo di droghe

A causa delle descrizioni fin troppo esplicite, il dirty blues veniva spesso bandito dalle radio e reso disponibile solo sui jukebox. 

Lo stile diventò popolare negli anni prima della Seconda Guerra Mondiale, successivamente ci fu un revival negli anni '60.

Le canzoni dirty usano allusioni, termini gergali, doppi sensi, soprattutto sessuali, come "Press My Button (Ring My Bell)di Lil Johnson.

"Shave 'Em Drydi Lucille Bogan è stata  definita da uno storico della musica "di gran lunga la registrazione commerciale più oscena registrata nel periodo prebellico" (Wikipedia).

Furono grandi star femminili di quell'era - donne come Ma Raney, la "Madre del Blues", Bessie Smith, l' "Imperatrice del Blues", Ida CoxAlberta Hunter - a popolarizzare i dischi di dirty blues, tra i più sessualmente espliciti nella storia della musica popolare.




Now I got the crazy blues
Since my baby went away
I ain't got no time to lose
I must find him today

Now the doctor's gonna do 
all that he can
But what you're gonna need 
is an undertaker man

I ain't had nothin' but bad news
Now I got the crazy blues






Il 10 agosto 1920, a New York, un uomo e una donna afroamericani varcano la soglia di uno studio di registrazione apprestandosi, senza saperlo, a cambiare per sempre il corso della storia della musica.




Ad un certo punto, durante le sue peregrinazioni, Ma Rainey conobbe una giovane, Elizabeth "Bessie" Smith, che allora si esibiva come ragazza del coro, e divenne la sua mentore. 

Non solo erano entrambe cantanti virtuose, ma condividevano l'amore per i testi audaci, gli atteggiamenti osé, e la bisessualità.

I loro spettacoli riunivano il pubblico bianco e nero sotto la stessa tenda. Entrambe le loro carriere furono trasformate dallo stesso evento: la registrazione e poi l'enorme vendita del primo disco col nome "blues" mai registrato

Lo straordinario successo di "Crazy Blues" ha portato le etichette discografiche a cercare altri artisti dello stesso genere.

La carriera di Bessie in particolare ha raggiunto nuove vette, grazie alle oltre 150 tracce che ha inciso per la Columbia Records. Entro la fine del decennio, veniva chiamata l’ “Imperatrice del Blues” e guadagnava migliaia di dollari a settimana, più di qualsiasi artista nera del paese.

Ma Rainey fu scoperta dal produttore della Paramount Records, J. Mayo Williams, nel 1923. Firmò con la Paramount e fece oltre cento registrazioni nei successivi cinque anni. 

La sua popolarità salì alle stelle, elevando il blues a genere nazionale.

Ma Raney e Bessie Smith hanno coraggiosamente infranto le convenzioni della femminilità

I loro testi dirty, franchi ed espliciti, hanno creato le basi delle rivendicazioni sociali e culturali dell'epoca moderna, facendosi emblema ante-litteram della emancipazione sessuale femminile, che ai nostri giorni viene fin troppo sbandierata come "empowerment".
 
Una vera e propria sovversione queer che ha contagiato le più grandi città americane. Da Chicago e Detroit a Filadelfia e New York, il mondo proibito del jazz, del blues e dei liquori illeciti è stato il terreno di gioco ideale per la libera sperimentazione di nuovi stili musicali e sessuali.

Il pubblico non ne aveva mai abbastanza dell’intrattenimento sfrenato e "dirty".




Gli atteggiamenti sessuali si riflettono nella musica jazz, nella sfrenatezza del balloe nello sfrontato storytelling del dirty blues.







They only talk to her, because,
She looks like a total prostitute, 'kay?
I mean, her butt, is just so big
I can't believe it's just so round, 
it's like out there
I mean gross, look
She's just so, black

Has your girlfriend got the butt? 
(Hell yeah!)
Tell 'em to shake it! 
(Shake it!) Shake it! (Shake it!)
Shake that healthy butt!

Baby got back!
Little in the middle 
but she got much back!






La canzone "Baby Got Back" del rapper americano Sir-Mix-A-Lot nel 1992 ha causato polemiche per il testo dirty che fa riferimento specifico alle "big butts", le prominenti natiche delle donne di colore.

Ha debuttato al numero 75 della Billboard Hot 100 per poi raggiungere il numero uno dodici settimane dopo, rimanendovi per cinque settimane.

È diventata la seconda canzone più venduta negli Stati Uniti nel 1992. Nel 2008, è stata classificata al 17° posto delle 100 migliori canzoni dell'hip hop dal network televisivo via cavo. A ottobre 2023, Billboard l'ha classificata tra le 500 migliori canzoni pop di tutti i tempi.

Il testo, reminiscente del genere hokum, prende in giro il modo in cui Hollywood ritrae comunemente le donne afro-americane come "cameriere, servitrici e prostitute". 




Nel video, volutamente grottesco, Sir Mix A Lot canta al centro di panorami a forma di natiche contornato da diverse ballerine che mostrano e agitano il didietro.
MTV lo ha inizialmente bandito perché visualizza parti del corpo femminile. Il video è stato modificato e messo nuovamente in rotazione solo dopo le 9 di sera.
Sir Mix-a-Lot ha difeso la canzone sostenendo che "dà potere alle donne formose a cui vengono mostrate modelle magre come ideali di bellezza" (Wikipedia).


"Anaconda" sfrutta furbescamente un campione di "Baby Got Back”.

Minaj rappa dal punto di vista della donna facendo intendere she sta usando il suo fisico "callipigiano" (la Venere Callipigia, o anche Afrodite Callipigia, ossia "Afrodite dalle belle natiche", è una scultura marmorea di epoca romana databile al I-II secolo conservata nel museo archeologico nazionale di Napoli) per trarre profitto e potenziare se stessa.



Nonostante le molte recensioni positive e il grande successo commerciale, ha provocato anche molte reazioni negative

La rivista digitale London Economic l'ha definita "una delle peggiori canzoni di sempre". I critici della National Review hanno definito la canzone "degradante", aggiungendo che "promuove la prostituzione, l'abuso di droghe e l'immoralità tra le ragazze". 




Il video è a dir poco osceno: le ballerine scuotono i fianchi su e giù velocemente sul proprio asse verticale, creando così un tremolio sulle natiche con chiare allusione sessuali in uno scenario simil-tropicale. 

Poi la Minaj concede le sue posteriora al cospetto del rapper newyorkese Drake.




Chi difende la Minaj, persino delle femministe, sostiene che la sua aggressività sessuale e la glorificazione del suo culo mostrano il controllo sulla sua sessualità, in un ruolo non più subordinato all'uomo.

L'unico potere che dimostra è quello di fornire una fantasia pop porno che rafforza stereotipi sessisti legittimando la prostituzione del corpo femminile, seguendo dei precisi diktat dell'industria porno-discografica.





La Minaj e la Cyrus partecipano attivamente ad alimentare la cosiddetta "reazione al femminismo" come profetizzato dal libro di Susan Faludi, "Backlash", del 1991. 

La Faludi sosteneva che, a causa dei progressi nei diritti delle donne, ci sarebbe stato un enorme contraccolpo.





Mr. Backlash, Mr. Backlash
Just who do think I am
You raise my taxes, freeze my wages
And send my son to Vietnam

You give me second class houses
And second class schools
Do you think that all the colored folks
Are just second class fools

Mr. Backlash, Mr. Backlash
Just what do you think I got to lose
I'm gonna leave you
With the backlash blues




Il Pop Pornocome ha sottolineato Susan Faludi, non fa che riacutizzare la misoginia e il sessismo, che puntualmente riemergono ogni volta che il movimento delle donne sembra ottenere progressi.

"Il contraccolpo non è una cospirazione che invia agenti da qualche sala di controllo centrale, né le persone che servono i suoi fini spesso sono consapevoli del loro ruolo... Per la maggior parte i suoi meccanismi sono codificati e interiorizzati, diffusi e camaleontici".


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