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THE BYTCHES (PART 2)




Who you callin’ a bitch?
You gotta let ‘em know,
you ain’t a bitch or a hoe


SEASON 2

EPISODE 7

GENERE: Musicale, Storico


PARENTAL ADVISORY: SEXUALLY EXPLICIT CONTENT






A Muslim sleeping with the gin
Now that was the sin that did Jezebel in
Who you gon' tell when the reprocussions spin
Showing off your ass 'cause you're thinking it's a trend
Girlfriend, let me break it down for you again
You know I only say it 'cause I'm truly genuine
Don't be a hard rock when you really are a gem
Baby girl, respect is just a minimum
Niggas fucked up and you still defending 'em
Now Lauryn is only human
Don't think I haven't been through the same predicament
Let it sit inside your head like a million women in Philly, Penn.
It's silly when girls sell their soul because it's in



Con le vendite da record dell'album neo-soul-rap "The Miseducation of Lauryn Hill" e la vittoria di cinque Grammy Awards, nel 1998 Lauryn Hill è diventata un simbolo del femminismo hip-hop.

La Hill dimostra che un'artista donna di colore può usare il suo cervello piuttosto che il suo corpo per raggiungere le cime delle classifiche.

Il singolo "Doo Wop (That Thing)", il primo scritto, prodotto e registrato da una sola artista donna, dopo "Foolish Beat" di Debbie Gibson del 1988, a raggiungere il numero uno negli Stati Uniti, invita gli uomini e le donne afroamericani a smettere di farsi la guerra e recuperare dei valori più sani come la religione e la famiglia.

"Il sesso è bello, ma è solo una parte della storia", ha dichiarato la Hill.






Joan Morgan ha coniato il termine "femminismo hip-hop" con il suo libro del 1999 "When Chickenheads Come Home to Roost: A Hip Hop Feminist Breaks it Down".

La Morgan in realtà esprime tutte le ambiguità e le contraddizioni dell'essere una femminista nera in una società patriarcale e misogina, in particolare nell'ambito della cultura hip hop che riafferma piuttosto che sfidare la misoginia, che lei chiama "fucking with the greys".

Il femminismo hip-hop, riconoscendo la natura problematica e misogina della cultura e dei suoi effetti formativi, si prefigge di dare potere alle donne di colore consentendo la partecipazione, la risposta e l'auto-identificazione.

"Il controllo sessuale e istituzionale e l'abuso delle donne è una componente cruciale dello sviluppo di un'identità maschile eterosessuale".

Sebbene uno stigma comune associa il rap a partire dagli anni '90 alla pornografia, Tricia Rose sostiene che attribuire l'ipersessualizzazione esclusivamente all'hip hop significa ignorare le norme sociali sessiste incorporate nella cultura dominante






Who you callin’ a bitch?
You gotta let ‘em know, 
you ain’t a bitch or a hoe


Storicamente, il razzismo e il sessismo hanno negato alle donne di colore il privilegio della definizione di sé.

Le prime artiste hip hop femminili hanno cominciato a sfidare l'uso sessista e misogino della parola "bitch" da parte dei rapper maschi, creando uno spazio dove portare le loro voci in primo piano e definirsi secondo i propri termini. 

Con la sua canzone vincitrice del Grammy Award, "U.N.I.T.Y.", nel 1993 Queen Latifah lancia un forte messaggio pro-empowerment.

La parola "bitch" comincia ad essere ri-usata come eufemismo per "donna nera forte e indipendente", "donna aggressiva o assertiva che sovverte il dominio patriarcale" (Cheryl Keyes).






Because my name is Roxanne-a, and I came to say
I'm rockin' to the beat-a, and I do it this way
I'm conceited, never beated, never heard of defeated
I'm rockin' to the beat-a, and you know it is-a me-a:
The R-O-X-A-N-N-E-a
And if you want to play a little game for me
Lemme show you what you can do, baby
'Cause with a twist of my cheek, and a twist of my wrist
I have all the guys droppin' down like this






A soli 14 anni, Roxanne Shanté esordisce nel 1984 con una risposta in rima alla canzone "Roxanne, Roxanne" del gruppo maschile UTFO / Full Force

In "Roxanne's Revenge", prodotta dall'allora sconosciuto Marley Marlil primo, storico "diss rap" (abbreviativo di "disrespecting", "mancare di rispetto") cantato da una donna, Shanté insulta uno dei membri dell'UTFO rappando: "Non è molto carino e non sa come comportarsi sessualmente".

Shanté punta audacemente il suo insulto al centro della mascolinità nera.




If you wanna know how much the girl's moving
I'll do a show in the park and get the squirrels moving
Or do a show in the zoo and make a monkey rage
You oughta know, you was there in your funky cage

With a smell stronger than a witch spell
I never fell, so why can't that bitch tell
That her and her friends are just another fad?

Don't get me mad or ask am I really bad
'Cause if you do, I'll wreck like a twister
And let you know Shanté's a bad sister


Nel 1989, in "Bad Sister", title track del suo primo album, reclama fieramente la propria forza e indipendenza prendendo le distanze dalle "bitches" di turno.





Brothers ain't shit, they lookin' for the next big ass 
they can stick

Yes, I'm givin' you the slip, all you can do is trick
Word, 'cause brothers ain't shit!

Brothers ain't shit!
Brothers ain't shit!

Make his dick small
Make him see spiders on the wall
Then make him throw a fit
Why? 'Cause brothers ain't shit!


Nel 1992, con "The Bitch Is Back", il suo secondo e ultimo album, assume l'identità della "Cagna" ribelle e indipendente, per nulla disposta alla sottomissione, continuando a deridere e sfidare i suoi fratelli maschi sul loro stesso terreno, riservando anche due diss track indirizzate alle sue rivali Queen latifah, Monie Love e MC Lyte.




"Yo, come 'er, bitch."
"Nigger fuck you."
"No fuck you, bitch."
"Who you talkin' to?"
"Why you actin' like a bitch?"
"'Cause ya'll niggers ain't shit. If I was a dude, I'd tell you to suck my dick."



Il ritornello di chiamata e risposta in "Suck My D**k" di Lil Kim è stato definito dalla rivista Newsweek "uno spinoso inno femminista" (Michelle Goldberg, 2000)

Le donne rapper si definiscono per lo più in relazione o in opposizione ai rapper maschi ma utilzzando stili femminili. Spesso si riferiscono a concorrenti o partner sessuali maschili in modo offensivo come "nigger", la controparte maschile di "bitch".

La revisione della parola "nigger" riflette "un'identità collettiva plasmata dalla coscienza di classe, dallo spazio urbano, dalla repressione della polizia, dalla povertà e dalla costante minaccia di violenza interrazziale. L'identità del 'nigga' è di genere, classificata e codificata come maschile" (Robin Kelley).








See, it's two type of bitches in the world
You got a broke bitch, you got a rich bitch
That would explain what I am and what my girl Missy is
We the rich motherfuckin' bi-o-tches!
That's right
And then you got a bitch like me
Who just stand above all bitches
That excludes my girl Missy, Mary
You know what I'm saying?
But ya'll know what the fuck I mean, heh
I'm the Queen Bitch, that's right motherfucker, what?



Lil Kim, autoproclamatasi "Queen Bitch", compare nel brano di Missy Elliot "Checkin' for You", contenuto nell'album "Da Real World", descrivendo se stessa e Missy Elliott come due "real motherfuckin' bitches".

È un appello a rompere la "cultura del silenzio" che circonda la sessualità delle donne nere, a sentirsi potenziate esprimendo liberamente la propria sessualità.





Hit hard like sledge-hammers, 
bitch with that platinum grammer
I am a diamond cluster hustler
Queen bitch, supreme bitch
Kill a nigga for my nigga by any means bitch





"Hard Core", l'album di debutto di Lil Kim, del 1996, ha segnato un punto di svolta per tutto il rap femminile.

L'approccio di Kim alla sessualità è schietto e sfacciato come mai in precedenza. 




You ain't lickin' this, 
you ain't stickin' this
I don't want dick tonight
Eat my pussy right


Ha mostrato alle altre rapper come parlare "sporco" senza inibizioni e per questo è stato salutato come esempio di hip hop femminista.






I used to be scared of the dick
Now I throw lips to the shit
Handle it like a real bitch

That's how many times I wanna cum, twenty-one
And another one, and another one, and another one

24 carats nigga
That's when I'm fuckin wit' the average nigga.


La traccia, “Big Mama Thang” fornisce un'idea chiara di quello che Lil' Kim pretende dai suoi uomini.

Anche "il negro medio" deve fornirle gioielli da 24 carati per meritare la sua attenzione.





La "cagna suprema", "the bitch that stands above all bitches"è stata spesso accusata di perpetuare la versione contemporanea dello stereotipo della donna "jezebel" (impudente).

Secondo Joan Morgan, il personaggio della "bad bitch" rappresenta un "uso improprio del sesso e del femminismo e una svalutazione degli uomini di colore".

Copiare ciò che fanno i "nigga" - fumare, bere, scopare e vantarsi - non significa ampliare la gamma di immagini che danno potere alle donne, piuttosto è una limitazione. 

Secondo Tricia Rose, le opere delle rapper nere che mettono il proprio corpo sotto i riflettori hanno un effetto contraddittorio, "affermano la bellezza femminile nera ma conservano la logica dell'oggettificazione sessuale".

Scegliendo di partecipare al "video mercato della carne", si  rendono complici del proprio sfruttamento.

La scrittrice, attivista e femminista bell hooks afferma che "equiparare il piacere alla materialità [rende] [il sesso] un oggetto da ricercare, prendere e acquisire con ogni mezzo necessario... la sessualità femminile nera contemporanea è in questo modo fittiziamente costruita esclusivamente come merce, servizio sessuale in cambio di denaro e potere, il piacere è secondario".







Minaj mette sempre bene in evidenza il suo prominente didietro, auto-oggettificandosi ma al contempo conquistando potere in un universo dominato dai maschi.

Flirta con la linea sottile tra empowerment e oggettificazione sessuale.
"Quando si considerano le rapper di sesso femminile che usano la sessualità esplicita come parte della loro autodefinizione, la distinzione tra empowerment e sfruttamento può essere tenue" (Imani Perry).

"Tra i battiti, lo scuotimento del corpo e l'abbandono edonistico, c'è qualcosa di intrinsecamente poco femminista nel supportare una musica che riduce ripetutamente le donne a tette e culo e incoraggia regolarmente la prostituzione" (Joan Morgan).




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